Giovanni Meoni - Baritono - W
Aida, Théâtre Royal de la Monnaie, Bruxelles
May 2017
07/06/2017

“Ma il momento dello spettacolo arriva al secondo atto. Solo tre parole: "Non mi tradir" sono bastate per mettere in chiaro che il resto del cast era costituito in realtà da dilettanti. Chi negli ultimi anni ha frequentato regolarmente Liegi ha visto Giovanni Meoni in diversi ruoli di Verdi. Il suo Amonasro è a dir poco travolgente. Quelle tre parole sono state cantate piano, ma hanno tutta la potenza interiore del vero baritono Verdiano. Il suo fraseggio, con una perfetta messa a fuoco sul testo, è di una resa straordinaria... ad esempio "E patria e trono, e amor", all'inizio della scena del Nilo, è una lezione di canto nel modo in cui egli esprime ogni parola in modo diverso. In nessun momento deve fare cose folli per arrivare al suo risultato: "solo" un'abbondanza di portamenti legati, eleganti, una tavolozza di colori ricca e una dizione del testo marcata... semplicemente questo”

(gopera.com)

Tosca, Verona, Teatro Filarmonico
March 2017
23/03/2017

“Giovanni Meoni è un cantante di grandissima intelligenza ed è uno Scarpia assolutamente personale. Non imita né lo Scarpia dalla voce oceanica di Giangiacomo Guelfi, né quello truce di Tito Gobbi, che in tanti hanno provato ad imitare, senza capirne la vera lettura. Meoni è uno Scarpia insidioso, pungente, nobile, che canta sempre, senza lasciarsi andare ad accenti sopra le righe. Vince con l’eleganza del fraseggio e l’attenzione alla parola. Fa effetto nella sua entrata (grazie ad uno dei momenti più riusciti della regia) e si gioca bene il II atto[…].”

(Francesco Lodola, IeriOggiDomaniOpera)

Pagliacci, Verona, Teatro Filarmonico
January 2017
22/03/2017

“..... il baritono Giovanni Meoni (Scarpia). Quest'ultimo, secondo il nostro giudizio, è stato il migliore di tutti: voce possente quando rinforza, sa graduare la messa di voce con tecnica da belcantista; timbro suadente quando fa il piano e pianissimo e il mezzoforte, comunque talmente ricca di armonici da essere udibile sempre, e sempre ben intonata; il suo canto si deposita sulla coltre musicale integrandosi con essa e restandone distinto così come fa il sole al tramonto su uno specchio d'acqua in bonaccia, quando non si vede dove finisca il cielo e dove cominci il mare, ma si capisce che il rosso del cielo e il rosso del mare sono colori distinti. Merito della bacchetta di Fogliani, sicuramente, che ha "integrato" questa voce dentro la concertazione; ma virtù del baritono che ci ha messo tanto del suo.”

(Athos Tromboni, gliamicidellamusica.net)

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